BYE BYE TRADITIONS


December 2014

Istanbul Turkey


Action realized on the 16 of december 2014 in Refik Saydam Caddesi


In the period I have spent in Istanbul, I have understood that citizen have a strong desire of justice and secularism, but they have fear of the government and the police. Continually in anti riot uniform, Police in Istanbul is a clear representation of the authoritarian government.


Moving from this premise, I decided to organize an action, brave and dangerous, realized without any protection, as if the fact of being Western tourist was enough to protect me, but it is not.

I made an action that simulates the investment of a young man by a police jeep, crushed by the back wheel, while he is bringing some glasses of tea to the old people.


The action invites to reflect on the authoritarian government that, in order to achieve unpopular reforms, gentrification and foreign investment, it uses the police to stifle the dissent of the people. Drinking tea is still a custom of the Turkish tradition, unfortunately undermined by the new Western models. You can notice how two glasses are spilled and the tea is sliding on the asphalt, that is a clear refeence to the blood poured by turkish citizens during the protests. But two other glasses resist and represent the hope for a better future.


This action has been one of the most dangerous I realized in my career. I accepted the risk and the negative consequences that I would have suffered if something was going wrong.





Nel periodo trascorso ad Istanbul, ho capito che gli abitanti della città hanno un forte desiderio di giustizia e laicità, ma hanno un timore reverenziale nei confronti della polizia, onnipresente e minacciosa, costantemente in tenuta antisommossa, chiara rappresentazione del potere autoritario. Vedevo nel rapporto cittadino - polizia la chiave di lettura per comprendere la difficile situazione sociale di Istanbul.


Partendo da questo presupposto, ho deciso di realizzare un’azione, pericolosa e audace, realizzata senza alcuna tutela, come se il fatto di essere un turista occidentale bastasse a tutelarmi, ma così non è. Ho realizzato un’azione che simula l’investimento di un giovane ad opera di una jeep della polizia, schiacciato dalle ruote posteriori mentre sta portando dei bicchieri di thè agli anziani.


L’intervento invita a riflettere sullo Stato autoritario che, per realizzare riforme impopolari, azioni di gentrificazione non volute e investimenti esteri dannosi per i cittadini, si serve della polizia per soffocare il dissenso del popolo. Inoltre, bere il thè rappresenta un’abitudine simbolo della tradizione turca, purtroppo minata dai nuovi modelli occidentali. A tal proposito si può notare come due bicchieri sono rovesciati facendo scorrere il thè sull’asfalto, richiamo al sangue versato dai cittadini turchi durante le proteste, mentre altri due bicchieri resistono e rappresentano la speranza per un futuro migliore.


Questo è stato uno degli interventi più pericolosi che ho realizzato nella mia carriera: per giorni ho girato per la città con thè, bicchieri, piattini e vassoio dentro lo zaino, alla ricerca della situazione migliore per realizzare lo scatto fotografico.

Ho accettato il rischio e le conseguenze negative che avrei subito se qualcosa fosse andato storto. L’intervento si è sviluppato in pochissimi minuti e poi ci siamo dileguati tra le vie interne della città.