THIS IS THE BEST OF ALL POSSIBLE WORLDS

Questo è il migliore dei mondi possibili


June 2012

Torino Italy

one channel HD video

4:08 min

color, sound

filmed and edited by the artist


The desire to explore the lands that surround the Mediterranean Sea, as well as the willingness to establish relations with its people, give me the enthusiasm to create interventions and situations that become methods of exploration and reflection.

What struck my attention, is the proud awareness with which Muslim women wear the veil.

Over the years I have made many portraits of Muslim women who I met and I was impressed in the memory. I'm fascinated by the veil. So much to investigate the reasons that push those women to assume such a marked and unequivocal identity. A research conducted in this direction must begin from the study of the Koran and the sources of Islamic law, studies that I conducted during the university period at law school, concluded with a thesis in Islamic law entitled: The veil, Islamic sources and recent developments in Turkey.

In 2013, a Moroccan girl told me: when I wear the veil and I speak with a man, he is obliged to look at me in the eyes, establishing an equal comparison, without the sensuality of my hair and the voluptuousness of my forms can take over.

This thought, so lucid and determined, was a source of inspiration for a video, in which the girl stands in front of the camera while she is wearing the veil, repeating a daily gesture. In the Islamic religion, it is forbidden to the woman to show herself without veil to foreign men, or those who are not part of the family.

Wearing the veil is a choice that changes the way of life of a woman, marking her presence in the public space. A garment is able to communicate much more than many words. The video was shot in a totally amateur situation into an apartment in Turin. Two moments of the video, the initial and final one, they release an image of the girl whose identity appears split, so much so that it seems to attend a kind of transformation.



Il bisogno di esplorare le terre che circondano il Mediterraneo, nonchè la volontà di stringere legami con le sue genti, mi danno l’entusiasmo per creare interventi e situazioni che diventano metodi di esplorazione e riflessione.

Ciò che prima di ogni altra cosa ha colpito la mia attenzione, è la fiera consapevolezza con cui le donne musulmane usano il velo per coprire il capo. Nel corso degli anni ho realizzato numerosi ritratti di donne musulmane che incontravo e mi restavano impresse nella memoria. Sono affascinato dal velo.

Così tanto da indagare i motivi che spingono quelle donne ad assumere un’identità così marcata ed inequivoca. Un’indagine condotta in questa direzione deve per forza passare dallo studio del Corano e le fonti del diritto islamico, studi che ho condotto durante il periodo universitario in giurisprudenza, concluso proprio con una tesi in diritto islamico dal titolo: Il velo, fonti islamiche e recenti sviluppi in Turchia.

Nel 2013, una ragazza marocchina mi ha detto: quando indosso il velo e parlo con un uomo, egli è obbligato a guardarmi negli occhi, stabilendo un confronto alla pari, senza che la sensualità dei miei capelli e la voluttuosità delle mie forme possa prendere il sopravvento.

Questo pensiero così lucido e determinato è stato fonte di ispirazione per un video, in cui la ragazza è ripresa dalla telecamera mentre indossa il velo, ripetendo con naturevolezza un gesto quotidiano e abitudinario. Nella religione islamica, è fatto divieto alla donna di mostrarsi senza velo agli uomini estranei, ovvero coloro che non sono familiari e congiunti.

L’opera si intitola “Il migliore dei mondi possibili”, come a voler nobilitare la scelta di indossare il velo, avvenuta liberamente oppure imposta dalla famiglia o dalla società. E’ una scelta che cambia il modo di vivere di una donna, segnando marcatamente la sua presenza in mezzo agli altri. Un indumento è in grado di comunicare molto più di tante parole.

Il video è stato girato in una situazione totalmente amatoriale, utilizzando una fotocamera compatta tra le mura di un appartamento anonimo in Torino. Due momenti del video, quello iniziale e quello finale, rilasciano un’immagine della ragazza la cui identità appare sdoppiata, tanto che sembra di assistere ad una sorta di trasformazione.