DIALOGO


June 2015

Torino, Italy


HD video installation

01:32 min

color, sound

filmed and edited by the artist

sculpture size: 153 x 225 x50 cm

materials: tv screen, headphones, steel stander, hooks, lifevest jackets, fred perry polo shirt, steel cables


Negli ultimi anni i mass media hanno mostrato numerosi video e immagini degli sbarchi via mare. E’ in questo momento che molti Stranieri hanno il primo incontro con l’europeo, in una situazione di pericolo e di urgenza, dove l’europeo presta loro aiuto. Questo aiuto si materializza spesso attraverso due oggetti di primo soccorso: il salvagente e la coperta isotermica. Sono due oggetti di scarso valore economico, entrambi prodotti in Cina e che sovente sono utilizzati una sola volta. Tuttavia, a mio modo di vedere, hanno un altissimo valore simbolico.


A Torino ho incontrato quattro ragazzi stranieri, rifugiati politici provenienti da Senegal, Ghana e Sudan, con i quali sono entrato in confidenza e abbiamo iniziato a parlare di oggi e di ieri, quando giunsero a Lampedusa e indossarono il salvagente durante i soccorsi. Vivono a Torino da quattro anni in una situazione di marginalità e con poche vere possibilità di integrazione. Amanti del calcio, vivono di piccoli lavori saltuari, sovente all’interno della stessa comunità africana.


“Senza dialogo non ci potrà mai essere nulla”, mi ha detto uno di loro. Proprio questa affermazione ha ispirato l’intervento che ha visto coinvolti i quattro ragazzi. L’intervento è stato realizzato a Torino, nel quartiere sud della città. L’idea era semplice ma evocativa: i quattro ragazzi avrebbero indossato il giubbotto salvagente arancione, che incorpora un fischietto in dotazione, per farsi sentire dai soccorritori e attirare la loro attenzione. Una fotocamera riprende la scena in cui io sono in mezzo a loro, con lo sguardo fisso e impassibile. Mentre i quattro ragazzi fischiano forte per lanciarmi dei messaggi di aiuto, io resto con le orecchie tappate per tutta la durata del video.


Nella dinamica dell’intervento, io rappresento l’europeo, e per rendere il concetto inequivoco, ho deciso di indossare una maglietta della Fred Perry, rinomato marchio anglosassone in cui generazioni di europei, anche di destra, si sono identificati.


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